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Sincronizzarsi con le proprie radici

3 Marzo 2020da MARINA0

Ho avuto recentemente il piacere di essere in un gruppo in cui il rapporto numerico uomo donna era equilibrato. Succede davvero raramente, sia in ambiti lavorativi non specifici, sia in corsi ed attività ricreative. Quando questo avviene, e la partecipazione attiva ai lavori replica questa parità, è davvero un caso più unico che raro.

Eppure è cosi che anche dentro di noi dovrebbe essere: un alternarsi e completarsi di energie maschili e femminili.

La forza e la flessibilità che ci permettono di muoverci nella vita sono tanto più presenti nelle nostre “radici” quanto più riusciamo ad accogliere le varie parti di noi, semplicemente attraverso il “sincronizzarci”.

A volte per i vari impegni, per la diversità di “vibrazione” di chi ci sta intorno, per i ritmi quotidiani ci troviamo a muoverci secondo tempi e modalità che non ci appartengono. La nostra mente, le nostre emozioni, i nostri corpi, le nostre cellule iniziano a “vibrare” a frequenze estranee a quella propria ed ecco che ci si “de-sincronizza” e talvolta ci si ammala. Più frequentemente questo vibrare secondo ritmi altrui comporta disarmonie con noi stessi e gli altri.

Prima di riprendere a gestire con facilità l’alternanza di ritmi occorre riprendere il proprio, ritrovare se stessi. Uno dei tanti modi in cui possiamo lavorare per armonizzare questi aspetti è il contatto.

La terra, le radici, il bambino piccolo che per conoscere comincia a toccare. Se prendiamo contatto con i nostri piedi in modo nuovo, con l’idea di ascoltare una storia che in questo momento vogliono raccontarci, cosa potrebbe succedere?

Se per una settimana tutte le sere ci dedicassimo 5-10 minuti a massaggiare i piedi con attenzione ai dettagli, cosa ci rivelerebbero? Semplicemente ascoltandoli come una pellicola con impressa la storia degli “ultimi” tempi, cosa potrebbero raccontarci?

La pelle è secca? Forse ci sta raccontando che l'”acqua-emozioni” in noi non sono in equilibrio o forse dobbiamo semplicemente bere di più?

Anzichè essere morbidi, i nostri piedi rivelano molte callosità? Forse ci siamo “fatti la pelle” su dei conflitti, o magari dobbiamo cambiare scarpe? Quante cose ci rivelerebbero di noi i piedi se lasciassimo andare i pensieri e stessimo ben “piantati”, in contatto con noi stessi?

Quando la vita frenetica e le informazioni confuse portano la nostra mente a girare come una trottola, fermiamoci e riprendiamo contatto con le nostre radici. Mettiamoci a ballare a piedi nudi ed ascoltiamo internamente la danza che ci riporta alla nostra vibrazione naturale, quella di armonia, quella che ci fa sentire accolti, accettati, solidi. Lasciamo che le nostre “radici”, come quelle degli alberi, divengano anche loro antenne di un’immensa rete della natura, aiutandoci a restare in contatto, in sincronia con noi stessi, con gli altri, con l’ambiente.

Marina Pillon

ConsapevolMENTE benESSERE

Sogna il mondo che vuoi®

 

@marinapillon

 

MARINA

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