Un gruppo di ragazzi che all’apparenza qualcuno potrebbe definire “di buona famiglia” siedono intorno a un tavolo. Forse sono amici di università in vacanza. Nel fiore degli anni, con tutte le opportunità davanti eppure, inizialmente siedono con sguardo spento, quasi annoiato. Qualcuno si nasconde dietro a occhiali da sole firmati, come paiono anche i loro indumenti. Poi passa il tempo e iniziano un rituale che le statistiche raccontano essere diffuso oggi nel mondo tra appartenenti a vari ceti sociali e soprattutto tra i giovani. Giri di birra, poi cocktail e poi vino. Alla fine del loro incontro ci sarà anche altro che passerà di mano in mano, chissà forse per compensare gli effetti dell’alcool, inconsapevoli degli effetti delle varie sostanze sul lungo andare.
Alcune donne e uomini ormai appartenenti alla cosiddetta ‘terza età’, hanno perso il compagno/a e cercano con difficoltà un conforto tra i social. E’ sempre difficile ricominciare, dopo anni in cui la propria vita girava intorno a qualcuno che è venuto improvvisamente a mancare e nel tempo anche gli amici di sempre, ancora di più. Ma anche in rete ci sono persone, lasciando stare i malintenzionati, che sfogano le proprie frustrazioni mortificando con grande fantasia. Sempre attraverso i social qualcuno propone idee, chiede supporto o segnala la necessità di fare attenzione ad alcuni comportamenti che possono creare problemi – come i fuochi d’artificio per animali e inquinamento o gare automobilistiche in zone residenziali dove si dovrebbe andare ai trenta all’ora – ma anche qui la cattiveria gratuita e priva di qualunque capacità di dialogo impera.
In un luogo pubblico la gente calpesta senza arrestarsi chi gli sta attorno, un giovane sportivo, seduto sulla metro, guarda con sguardo sprezzante, una anziana donna che non si osa chiedere di sedersi, malgrado le facciano male le gambe.
Un signore viene insultato perché, pensando di fare una gentilezza, informa il vicino che dal suo balcone si è accorto che si sono spostate le tegole del tetto.
I giornali, le radio, la tv e i social bombardano di aggressioni inaudite in tutto il mondo e “pacifisti” e “interventisti” hanno talvolta la medesima carica aggressiva.
Che cosa hanno in comune i punti sopra? La perdita del contatto con la propria umanità.
Per quanto sia certamente una forma di marketing che fa sorridere, la scritta nell’immagine dell’articolo – che tradotto significa che un cocktail e’ meglio di uno psicologo – è ben rappresentativa di un atteggiamento diffuso.
Potreste obiettare che riguarda ‘qualcun altro’, eppure si tratta di una tendenza che influenza tutti i campi e l’intelligenza artificiale di cui tanti parlano solo per sentito dire, contribuisce a questa diffusione.
Ebbene si. Siamo noi che con i nostri contenuti, le nostre frasi, la nostra cattiva educazione e cattivi esempi in rete la addestriamo. I nostri pregiudizi, le nostre incapacità, le nostre indifferenze come la nostra aggressività – per lo più gonfiata da leoni da tastiera – hanno un enorme influenza.
Quanti di voi si ritrovano continuamente a dare o togliere like senza nemmeno aver letto il contenuto di un articolo? Quanti di voi si sono presi la briga di approfondire o cercare le fonti prima di condividere un contenuto?
Se mi state leggendo siete tra i pochi che hanno ancora la voglia di faticare e imparare, ma quanti sapete non essere in grado di fare una sintesi o riconoscere a chi attribuire uno scritto? Quanti si sono resi conto che la maggioranza – anche nel campo olistico – ormai fanno scrivere i testi all’intelligenza artificiale?
Quanti si rendono conto se gli errori sono ad opera dell’ai o ad opera dello scrittore?
Le situazioni che ho descritto all’inizio, così come il tema della comunicazione, sollevano un punto importante: le nostre cellule hanno una memoria, dei programmi che possono essere modificati. Sta a noi scegliere se riempire le cellule nostre e dell’organismo pianeta con veleno o con nutrimento.
Siamo sempre in cambiamento, forse in questi ultimi tempi – come ci ricordano anche gli sbalzi del clima – un po’ di più.
Abbiamo la possibilità di usare le energie per creare una buona nuova visione. Dipende da noi. Questi ultimi mesi del 2024 lavoriamo sul sesto chakra per infondere una visione più consapevole diffusa.
In linea di massima gli eccessi e i deficit del sesto chakra, hanno a che fare con temi del sapere, vedere, percepire, immaginare, intuire. Gli eccessi possono portare a incubi, allucinazioni, incapacità a scegliere una risposta adeguata, incapacità a verderci chiaro. I deficit possono al contrario rendere insensibili, inconsapevoli di cosa accade intorno o spingere a denigrare gli altri perché non si riescono ad avere idee, mettere in atto proprie qualità. L’uso di sostanze che annebbiano o eccitano, come comportamenti inconsapevoli ripetitivi e poco sani possono essere dannosi per la persona come per chi le sta intorno.
Semplicemente osserva e invita ad osservare cosa cambia quando per un periodo protratto si abbandona l’abitudine non sana di certe sostanze si parla e si agisce con più consapevolezza, trattando noi stessi e gli altri con più gentilezza, accoglienza, si recupera passione per la natura e la curiosità per l’altro.
Un esercizio ulteriore che ti propongo è quello semplicemente di respirare stando sdraiato e tendo le mani sugli occhi. Ad ogni respiro immagina che il colore indaco passi attraverso le tue mani e purifichi i tuoi occhi da tutte le tossine di vecchie credenze non più utili e da sostanze e pensieri tossici, ogni respiro sempre più.
Buona visione.
Marina

Un commento
Anonimo
10 Settembre 2024 a 8:54
C’è proprio bisogno di risvegliarsi dal torpore e pacificare le tensioni per poter vedere un futuro roseo
Anonimo
10 Settembre 2024 a 8:55
Visioni ripulite! Visioni autenticamente green