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L’epoca dell’Io

23 Agosto 2026da MARINA

Se il progresso appartiene a tutti, possiamo davvero costruire una nuova epoca.

 

In questa estate torrida un giorno ascolto un’intervista ad alcuni pensionati di zone italiane climaticamente più calde. In particolare, ricordo un signore che alla domanda dell’intervistatore su che tipo di climatizzatore utilizzasse lo accompagna verso una finestra, la apre e gli risponde: “questo è il mio climatizzatore”. Poi cambiando stanza e andando verso la cucina, apre il frigorifero dove all’interno erano presenti alcune caraffe di acqua e aggiunge: “questo l’extra fresco per quando non ce la faccio più. D’altra parte, con 600 euro di pensione che climatizzatore potrei avere?”

Il caldo c’è sempre stato e persone che avevano disagi più o meno grandi sono sempre esistite, in Italia e nel mondo. Con i cambiamenti in corso sono aumentate le difficoltà, è sotto gli occhi di tutti.

Se si sommano i costi aumentati di energia e beni vari, anche come conseguenza delle varie guerre, le malattie da scarso benessere e impossibilità a prendersi cura di sé, l’insicurezza sociale, in parte alimentata da difficoltà economiche e insoddisfazioni, in parte da fenomeni di criminalità e da una crescente percezione di insicurezza, il quadro non sembra quello che va verso il benessere.

Contemporaneamente c’è sviluppo della tecnologia e per gruppi ristretti nuove opportunità, ma senza nuove visioni con il cuore, rischiano di aumentare le disuguaglianze.

Chi già aveva tanto da non saper cosa farne (una volta che hai da mangiare, da bere, da viaggiare, da far star bene te e tutti quelli cui tieni, che puoi coltivare tutti gli interessi che hai, che potresti dedicarti serenamente alla crescita personale e contribuire alla società, cosa puoi volere ancora?) rischia di divenire ancora più ricco e chi già faticava ad arrivare a fine mese ancora più povero.

Leggendo qua e là di interviste a leader europei e mondiali e iniziative con uno sguardo di fratellanza mondiale ho con piacere apprezzato che ci sono ancora visioni che possono dare speranza. Tra le iniziative interessanti ho letto di un organismo, ispirato all’IPCC e promosso da Sudafrica, Brasile, Norvegia e Spagna, più precisamente chiamato International Panel on Inequality, con lo scopo di misurare l’evoluzione delle disuguaglianze, analizzarne le cause e valutare le politiche capaci di ridurle.

Sarà interessante vedere se e quali effetti potrà avere. Nel frattempo mi domando: l’accesso a una scuola che davvero aiuti a crescere e divenire adulti indipendenti, una sanità che in controtendenza divenga vera prevenzione naturale, l’abitazione come luogo sicuro e armonico in cui riposare e da cui partire per relazionarsi con il mondo, un mondo in cui le differenze di ciascun popolo siano preservate, possano convivere e rapportarsi in armonia, le tasse siano riconosciute responsabilità di tutti e ben addebitate, riscosse e distribuite, gli spostamenti tra paesi un libero flusso controllato che non generi più sacche di pericoli percepiti e vissuti e sfruttamento, tutto ciò può essere raggiunto a tendere?

Se un algoritmo può arricchire ulteriormente chi già lo è, sulle spalle, o meglio sui dati, di tanti cittadini del mondo che non ne hanno reali benefici in cambio, forse occorre cambiare qualcosa nell’algoritmo o nella gestione.

Se la tecnologia può permettere di arricchirsi o fare nuovi investimenti anche su vari modi per riscaldare e rinfrescare allora anche il nostro signore dell’intervista deve poterne beneficiare e non affidarsi solo all’acqua in frigorifero o alla finestra della stanza.

Non funziona l’assistenzialismo: crea dipendenze e differenze. Ma non funziona nemmeno un guardare solo il proprio orticello.

È un bene cercare di esprimersi ed espandersi, ma è altrettanto bene ricordare che siamo inseriti in un mondo fatto di tante altre anime. Se io posso dire “Io voglio, io posso…”, la stessa cosa ciascuno di noi. Ognuno di noi ha un diverso nome, ma se parli con chiunque, pur con i relativi distinguo può dire “Io”.

Se stiamo vivendo un’epoca in cui grazie alle enormi scoperte e doni del passato, insieme alle evoluzioni scientifiche tecnologiche aggiungiamo uno sforzo per ricordare quale meraviglioso misterioso dono si cela dietro alla parola “Io”, forse possiamo mettere le basi per una nuova epoca.

 

 

Articolo a cura di Marina Pillon – Sogna il mondo che vuoi

Immagine Pixabay

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